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Nicotera

Nicotera, a 212 m. sul livello del mare, è in posizione panoramica arroccata su un ripido pendio che scende verso il golfo di Gioia Tauro, e circondata da piante ornamentali e fichi d’india. Gode di uno dei panorami più belli e suggestivi della Calabria, comprendente Nicotera Marina, Monte Sant’ Elia di Palmi, lo stretto di Messina, l’Aspromonte e le isole Eolie.
Il centro di Nicotera è in leggero pendio, come un terrazzo sul mare con splendida vista sul Golfo di Gioia Tauro; è molto caratteristico e conserva intatte le peculiarità del vecchio centro, con le sue stradine tortuose che sfociano nelle piazzette, sottopassaggi, scale, case, capusole, palazzi borghesi nobiliari con portali e con balconi a pancia e tulipani in ferro battuto e con mensole di granito (del Settecento).
A pochi km dal centro della cittadina si trova Nicotera Marina, di recente costruzione, oggi è una località turistica rinomata che durante la stagione estiva richiama migliaia di villeggianti attratti dal mare pulito e spiaggia bianca e sabbiosa. Ogni anno l’8 di dicembre, a Nicotera Marina, si svolge la processione a mare della statua dell’Immacolata Concezione. E’ una processione molto suggestiva e seguita dagli abitanti, i pescatori di Nicotera Marina, portano in spalla la statua lignea della Vergine e si immergono in mare ricoperrendo tutto il tragitto che la statua fece quando fu recuperata dal mare nei secoli scorsi, quando non esisteva ancora il paese.

Un po’ di storia

Nicotera è uno dei centri storico-culturali più importanti della Calabria, e depositaria di antiche tradizioni storiche ed artistiche. Sorta sulle rovine di Medama, importante centro della Magna Grecia, fra il fiume Mesima e l’attuale Nicotera Marina, quando gli abitanti la abbondarono per rifugiarsi in collina, in un sito più al riparo dalle continue e ripetutute devastanti incursioni saracene, dove oggi sorge la città. In epoca romana fu una delle più importanti città della Calabria, e la zona che va dalla marina alla foce del Mesima risulta inoltre particolarmente interessante dal punto di vista archeologico, infatti in tutto il territorio sono emersi numerosi ritrovamenti archeologici della preistoria dell’Età del Ferro, resti di una necropoli romana ed opere idrauliche romane, e ritrovamenti medieovali. Gli archeologi a identificare l’area con un emporium che forse servì anche alla greca “Medma”, colonia di locresi che sorgeva nei pressi dell’attuale Rosarno. Nell’ XI secolo Roberto il Guiscardo, alla ricerca di un approdo marittimo per i collegamenti con la Sicilia dove si stava combattendo per liberare l’isola dagli arabi, scelse questo sito, lo potenziò e lo fortificò, fece costruire un grande castello che insieme alla Cattedrale rappresentavano il cuore della città. Nuovamente distrutta e poi ricostruita prima da Roberto d’Altavilla e poi dal Conte Ruggero di Lauria, che ne potenziò il porto. Nicotera raggiunse il suo massimo splendore sotto Federico II, il quale vi fece arrivare gli Ebrei, abili economisti, per incrementare l’attività economica e finanziaria della città, e fece costruire un apposito quartiere dove farli alloggiare, la ‘Giudecca’, che oggi mantiene inalterata la sua struttura architettonica, e un importante cantiere per la costruzione della flotta imperiale. Nel corso della storia la città passò sotto il dominio degli Agioini dei Ruffo e dei Marzano, della famiglia di Gennaro, subì l’assalto e il saccheggio dei pirati turchi nel XVII e XVIII secolo. Nel 1763, sull’antico castello svevo-angioino, venne costruito da E. Sintes un castello per Falcone Antonio Ruffo, Conte di Sinopoli, con tre torri quadrilatere angolari, porte e finestre in granito, ed ampie terrazze, dalle quali si domina la marina e la sua lunga spiaggia. . La città fu nuovamente danneggiata dal terremoto del 1783. Agli inizi del 1800, in seguito ad un ordinamento amministrativo francese, Nicotera divenne una Sede di Governo, e successivamente fu a capo di uno dei primi circondari, comprendenti i villaggi di Caroniti, Preitoni, Comerconi, Badia, Joppolo, Coccorino, Mottafilocastro, Limbadi, Mandaradoni, Caroni, S.Nicola, Panaja, Carciadi e Rosarno. Il centro di Nicotera era diviso in vari quartieri e comprendeva: Santa Chiara, Baglio e Porta Grande dove vivevano i borghesi, i cittadini più importanti e facoltosi occupavano invece la zona pianeggiante, mentre il quartiere S.Nicola ospitava i commercianti. Oltre il castello peculiarità di Nicotera sono : le Sette Porte della città medievale, i Conventi, le Chiese, la Giudecca, la Cattedrale, di origine medievale e poi completamente ricostruita dal Sintes nel 1785, con facciata barocca e torre campanaria quadrata, ed oggi ulteriormente restaurata e dedicata a Santa Maria Assunta. Al suo interno sono conservati frammenti di tombe del XV secolo; un altare con marmi policromi; la Madonna delle Grazie, una statua marmorea scolpita da Antonello Gagini; un Crocifisso ligneo di scuola napoletana del cinquecento scolpito da Angelo Landaro; una cattedra episcopale ad intagli; preziosi arredi sacri tra i quali un balocco cinquecentesco e paramenti settecenteschi. 
Il Museo diocesano di Arte Sacra 
è considerato il più importante Museo d’ Arte Sacra dell’ Italia Meridionale, ed è allestito nel Convento dei Padri celestini, oggi Palazzo Vescovile, conserva antichi paramenti, sculture, monili, arredi , e dipinti del ‘700 calabrese
Il castello dei Ruffo ospita il Museo Civico Archeologico, in cui sono custoditi reperti, provenienti principalmente da tombe, appartenenti al Paleolitico, al Neolitico, bronzi, ceramiche e vasi di terracotta di età greca e romana.

In una frazione di Nicotera, Preitoni, un piccolo paese di 500 persone dalle origini antichissime, sorge la Chiesetta dedicata a ‘Maria Regina della Pace‘ , una chiesetta di grande valore e tutta costruita con materiali naturali. La struttura è rivestita in pietra lavorata da artigiani locali, e all’interno troviamo delle sculture in pietre, un magnifico altare ricavato da un unico scoglio, l’Ostensorio, il leggio scolpito in pietra, la fonte Battesimale, e la colonna contenente l’ Acqua Santa.


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