La calabria
costituisce l’estrema diramazione meridionale della penisola italica
e di questa particolarità geografica la regione presenta taluni
aspetti caratteristici. Tali aspetti sono una limitatissima continentalità,
confina infatti territorialmente solo per un tratto di 80 km con la Basilicata,
ed una estesissima lunghezza di coste: ben 738 km. Per cui è una
delle regioni con il maggior sviluppo costiero. Protraendosi tra due mari:
il mar tirreno a ponente e il mar ionio a levante, la Calabria si ripartisce
in due versanti, quello tirrenico
e quello ionico. Il versante tirrenico è caratterizzato da una
linea costiera molto uniforme e importuosa, malgrado la presenza dei due
spaziosi golfi di Sant’Eufemia e di Gioia Tauro. La costa alta e
rocciosa, a strapiombo sul mare,presenta tale andamento anche lungo lo
stretto di Messina dove i porti di Villa San Giovanni e Reggio Calabria
sono stati ottenuti in seguito a grandi lavori di adattamento artificiale.
Il versante ionico è più sinuoso,offre coste sovente piatte
e abbastanza frastagliate. I più antichi abitanti storici della
regione sono i Bruzi, il nome stesso del territorio fu per lungo tempo
quello da essi dato, Bruzium. Dal secolo ottavo a.C. in poisi ebbe la
colonizzazione greca e le città costiere doriche e calcidesi formarono
il nucleo più noto della Magna Grecia,dopo di che giunsero i Romani.
Crollato l’impero si divisero il territorio Bizantini e Longobardi,
ma nel decimo secolo si verificò la riunificazione con la prevalenza
dei greci. La regione rifiorì con i normanni. Seguì il dominio
degli svevi,degli angioini, degli aragonesi e infine dei borboni. Proprio
la presenza di questi vari popoli da alla cultura calabrese una particolare
impronta non solo folcloristica e di costume,ma anche linguistica e artistica..